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ReLambro

Informazioni

Dati generali

Bando

Connessione ecologica (2012)

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Titolo

ReLambro

Localizzazione
  • Area metropolitana milanese
  • Monza
  • Sesto S.G.
  • Brugherio
  • Cologno M.
  • Milano
  • S. Donato Milanese
  • Peschiera B.
  • Segrate
Date

Avvio: 01/01/2013

Conclusione: 30/11/2014

Ente capofila

Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e Foreste Via Pola , 12 - 20121 MILANO (MI) LOMBARDIA

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Importi

Budget progetto 246.000 €

Contributo Fondazione Cariplo 130.000 €

Partner
  • Comune di Milano
  • Parco Media Valle Lambro rappresentato dal Comune di Sesto S. G. come capofila del PLIS
  • Legambiente Lombardia Onlus
  • Politecnico di Milano DASTU (ex DIAP)
Altri finanziatori
  • Non sono presenti altri co-finanziatori diretti, tuttavia alcune ulteriori attività di promozione e sviluppo del progetto (comunicazione, incontri tecnici e integrazione) sono state sviluppate sia nell'ambito dei Contratti di Fiume di Regione Lombardia sia attraverso il progetto Community Participation In Planning finanziato nell'ambito del programma Erasmus + in collaborazione con Ulster University (UK), Community Places (UK), University of Aveiro (Portugal) e Politecnico di Milano (Italy)

Sinergie

Questo progetto è collegato al progetto La Rete Ecologica del Lambro metropolitano, progetto in azione: strategie pilota di attuazione integrata, finanziato da Fondazione Cariplo nell'ambito del bando Connessione ecologica (2015)

Questo progetto è collegato al progetto connubi, volare, calme, finanziato da Fondazione Cariplo nell'ambito del bandi connessione ecologica (dal 2014 al 2017)

Descrizione del progetto

Obiettivi

L’evidente condizione critica del Fiume Lambro milanese, la pessima qualità delle acque, la scarsa disponibilità di aree libere ai margini e di connessioni, la frammentazione delle aree naturali residuali e la competizione ed eterogeneità degli usi del suolo e dei paesaggi sono le premesse sottese alla necessità di studiare una difficilissima ricostruzione della connessione ecologica lungo l’asta fluviale, come parte della Rete Ecologica Regionale. La valle del Lambro è periferia interna che alterna frammenti di buona qualità paesaggistica e naturalistica (come il Parco Lambro milanese, Parco Forlanini o le aree agricole di Peschiera Borromeo o di Ponte Lambro) ad ambiti non accessibili, degradati, fortemente urbanizzati o sostanzialmente abbandonati.

L’accezione multifunzionale della rete ecologica regionale fa sì che il sistema fluviale del Lambro, rafforzato nella propria natura di infrastruttura “verde e blu”, costituisca un potenziale baricentro di riqualificazione per l’intero ambito est della metropoli milanese.

La multifunzionalità della rete ha costituito un obiettivo e una sfida, prima che un dato iniziale: i temi della banalizzazione degli habitat, della qualità delle acque, della continuità territoriale ed ecosistemica, della continuità e accessibilità paesaggistica hanno rappresentato i quattro assi principali del lavoro, a fianco dei quali è stato fondamentale e necessario considerare anche il tema della sicurezza idraulica nell’ottica degli usi propri o impropri dei differenti territori e della restituzione degli spazi al fiume.

L'idea con cui è nato il progetto ReLambro è quindi quella di promuovere uno studio di fattibilità percorrendo un approccio di innovazione metodologica: la realizzazione dalla rete ecologica non deve essere vista come azione che preveda investimenti onerosi ma piuttosto si deve lavorare per ottenere l’integrazione di progetti esistenti/attivati leggendoli in una diversa prospettiva in chiave ecologica.

Gli obiettivi principali del progetto di fattibilità sono:

-       elaborare una vision di sistema a scala metropolitana per la valorizzazione dell’intero corridoio fluviale;

-       elaborare una proposta di possibili interventi attuabili in ogni singola “tessera” del territorio, non solo come miglioramento dei singoli ambiti ma come elementi per raggiungere complessivamente il potenziamento delle connessioni dell’intera asta fluviale e del corridoio ecologico (tessere che definiscono il disegno di un intero mosaico);

-       indurre un cambiamento culturale nell’approccio alla progettazione e sviluppare una nuova attenzione alla connessione ecologica;

-       sviluppare cenni (verso una futura ipotesi di linee guida) volti a consolidare l’azione dei comuni attraverso le Rete Ecologica Comunale (REC) in un’ottica di connessione metropolitana;

-       stimolare approcci integrati nei progetti di riqualificazione ecologica ed eco-sistemica e di tutela della biodiversità nei corridoi fluviali, rendendoli “progetti in azione” capaci di promuovere processi di cambiamento concreto (riqualificazione reti ecologiche e deframmentazione) e culturale (nuovi approcci alla pianificazione e progettazione partecipata, coordinata e integrata);

-       integrare in modo forte il contributo partecipativo aperto, motore frequente di maggior attenzione all’ambiente e al paesaggio;

-       Il progetto di fattibilità è stato redatto al fine di concretizzare la realizzazione, per piccole tessere con gradi differenti di sviluppo e complessità, della rete ecologica nell’ambito metropolitano milanese, ma ancor più per indurre un cambiamento culturale nei processi di azione sull’asta fluviale, verso la sostenibilità del sistema territoriale complessivo.

Lo studio ha prodotto indirizzi e previsioni per sviluppare le connessioni ecologiche in ambiti urbani complessi attraverso una metodologia di progettazione legata alla conoscenza diretta e partecipata dei luoghi e del contesto, mirata a favorire un cambiamento culturale nell’approccio alla pianificazione, in cui si rafforzi l’ipotesi base del progetto secondo cui le reti ecologiche costituiscano una invariante territoriale in grado di indirizzare il modo di intendere lo sviluppo e la trasformazione - in senso ecologico e sostenibile - della città. Il progetto si concentra su tre insiemi di ricerca e azioni integrate: 1. definizione tecnico-urbanistica ed ecologico sociale del corridoio fluviale del Lambro con un alto livello di dettaglio delle rete ecologica; 2. individuazione delle azioni necessarie e sostenibili per l’attuazione della rete ecologica polivalente; 3. verifica di fattibilità delle stesse, attraverso il coinvolgimento diretto degli attori, attività di comunicazione e sensibilizzazione. 

Azioni

Il progetto ha due dimensioni rilevanti: la prima di natura fisica, riguarda il riconoscimento delle caratteristiche ambientali e di paesaggio della rete e il loro disegno territoriale; la seconda, di natura processuale, fa riferimento alla costruzione delle condizioni di fattibilità per l'attuazione della connessione ecologica, prevedendo la realizzazione di una “rete sociale” a sostegno della rete ecologica.

Il progetto si è articolato in 4 azioni principali:

1 – Coordinamento tecnico generale:

Alla base dell’elaborazione dello studio di fattibilità è stata svolta un’attività pratica di verifica sul campo delle potenzialità del fiume Lambro come asse per la costruzione di un corridoio ecologico multifunzionale accompagnata da una fase di raccolta di situazioni complesse e proposte di integrazione/risoluzione/coordinamento delle trasformazioni in essere, previste o possibili. A queste è seguita una successiva verifica delle soluzioni ipotizzate nei tavoli di co-progettazione partecipata.

Nello sviluppo dell’attività progettuale non si è considerata una separazione netta tra attività di rilievo, conoscenza e sviluppo del progetto. Questo al fine di poter sin da subito orientare ai contenuti di connessione ecologica le azioni già in essere (o previste) ricadenti sull’asta fluviale e sui territori limitrofi e, al contempo, orientare le riflessioni sulla fattibilità di un corridoio ecologico sulla base di situazioni reali con le quali si è interagito progressivamente, cercando di aver presente e definire una ampio set di situazioni, compiti, competenze con le quali si è chiamati - nei diversi casi specifici - ad avere a che fare nell’intenzione di sviluppare una connessione ecologica lungo un corso d’acqua, ad una scala di tipo metropolitano, altamente urbanizzata come quella in oggetto.

Seppur complessa, l’interazione di un così articolato numero di soggetti con competenze e ruoli diversi, ha permesso di mettere in luce numerosissime sfumature nell’approccio scientifico alla connessione ecologica e nello stesso tempo, ha consentito di integrare ampie sfaccettature degli approcci possibili. Questo è stato uno degli aspetti più interessanti e complessi nel processo di coordinamento. Analogamente, di rilevante interesse è stato il tema legato alla frequente sovrapposizione (e frammentazione) delle competenze e alla necessità di adottare approcci integrati.

 2 – Analisi di contesto:

Il progetto, fin dalla sua impostazione si è sviluppato come attività pratica di verifica sul campo delle potenzialità del territorio della Valle del Fiume Lambro nella costruzione di un corridoio ecologico multifunzionale sostenuto dall’asta fluviale e dal sistema di spazi aperti ad esso connesso.

L’impostazione data al progetto ha previsto: produzione di analisi e rilievi, studi progettuali, attività di costruzione di progetti pilota partecipata con le istituzioni e i cittadini, che hanno trovato nella definizione della vision finale di fattibilità una opportuna evoluzione e integrazione.

In questo ambito lo sviluppo del progetto ha comportato un insieme di attività di sopralluoghi, rilievi, analisi vegetazionale, redazione cartografica, campionamenti, mappatura web e rilievo fotografico (su supporto htmz), ricerca di fonti per le analisi faunistiche, definizione di parametri idonei al territorio in esame per le analisi di ecologia del paesaggio e taratura dei modelli adottati, progettazione e produzione di materiali funzionali alla gestione del processo di costruzione della rete fisica e della rete attoriale necessaria allo sviluppo e alla futura gestione del progetto. Parallelamente, una importante fase di analisi ha considerato l’esame degli strumenti urbanistici alle diverse scale (RER; REP di MI e Monza, REC) e delle linee guida istituzionali esistenti con mosaicatura della pianificazione in essere, mappatura delle trasformazioni del territorio in corso o in previsione. 

3 – Progettazione della nuova connessione ecologica

La rete ecologica multifunzionale oggetto dello studio è composta sia dagli spazi aperti e dalle loro potenzialità e prestazioni naturalistiche, a cui si aggiungono le aree naturali, le aree agricole, i parchi urbani e aree intercluse. Il gruppo di lavoro, basandosi su approcci recenti e innovativi (servizi ecosistemici ed ecologia del paesaggio) e sugli indirizzi regionali ha focalizzato le riflessioni verso una rete ecologica polivalente.

Due gli approcci progettuali adottati:

-       a scala vasta: identificazione delle potenzialità di connessione ecologica e dei principali interventi per la deframmentazione e per il rafforzamento degli habitat, elaborazione di una vision di lungo periodo che riconferisca al fiume una centralità territoriale non solo ecologica ma anche paesaggistica e urbanistica (infrastruttura verde dell’area metropolitana est)

-       a scala dei transetti di approfondimento: progettazione di una diversificazione della struttura tessiturale naturale, miglioramento degli habitat e delle prestazioni eco-sistemiche degli ambiti approfonditi. Inoltre, nell’ottica delle reti polivalenti – un aspetto indispensabile da considerare in ambiti urbani altamente antropizzati – si affiancano dunque agli elementi prima definiti anche una proposta di viabilità di percorrenza lenta ciclabile e pedonale tra Monza e il sud Milano, secondo una potenziale dorsale lunga circa 30 Km e una fitta rete di eventuali tracciati intersecanti la dorsale, a supporto della fruizione dei territori di maggiore interesse.

 4 – Partecipazione, concertazione e comunicazione

Le numerose attività condotte in quest’ambito nel corso dello sviluppo del progetto, pur avendo tutte come obiettivo ultimo quello della definizione e costruzione di una politica di sviluppo di una comunità, si sono articolate intorno a due assi principali:

  1. da un lato attività volte a favorire una partecipazione di natura prettamente tecnica, necessaria a dialogare con enti e istituzioni per arrivare a comporre uno studio di fattibilità completo e concertato, informato anche da tutti gli elementi di contenuto necessari al disegno di una proposta di rete
  2. dall’altro un processo di comunicazione e informazione strutturato, volto a coinvolgere soggetti, realtà del territorio e l’intera comunità, grazie a iniziative pubbliche e momenti informativi che hanno avuto prioritariamente un obiettivo di sensibilizzazione rispetto alla rilevanza della salvaguardia del fiume Lambro, del suo ecosistema e di come sia possibile che il rafforzamento della rete ecologica produca un beneficio sociale, al pari delle grandi infrastrutture di mobilità

La convinzione di fondo è che entrambe queste modalità siano utili a far emergere nel modo migliore le idee, i progetti, la lettura dei bisogni e le attese propri di un insieme di soggetti e attori estremamente eterogeneo come quello mobilitato da un processo con queste caratteristiche.

A tal fine, le attività di natura più partecipativa e concertativa hanno visto, da un lato, l'attuazione di una serie di incontri - spesso anche con sopralluoghi direttamente sul campo - finalizzati ad incontrare singoli soggetti, spesso enti e istituzioni pubbliche, ma anche operatori privati, individuati come rilevanti perché la loro azione, il loro operato, hanno come ambito di riferimento, a vari livelli, il territorio oggetto dello studio (è il caso di Serravalle, di alcune aziende agricole, di alcuni enti e amministrazioni locali).

Dall’altro, invece, si è proceduto con la progettazione e l’organizzazione di quattro tavoli di coinvolgimento e co-progettazione, per i quali si è proposto il seguente metodo: un disegno di massima basato su aspetti di tipo ecologico/infrastrutturale di carattere generale, che considera prioritari i temi della qualità delle acque e della connessione ecologica e sul quale si è aperta la discussione e la raccolta di contributi di carattere svariato. Questo disegno, presentato nel corso di serate aperte al pubblico, si è via via arricchito sulla base di tutte le progettualità coerenti con gli obiettivi dello studio, presenti o attivabili nei territori di riferimento, messo a sistema, da un lato, grazie al lavoro di ricognizione effettuato in precedenza e dall’altro parte con i contributi portati alla discussione nel corso degli incontri.

Risultati

Il progetto, ad oggi, ha generato e continua a generare risultati di prodotto e di processo.

Il risultato del progetto è lo studio di fattibilità articolato e di dettaglio per l'intera asta metropolitana milanese. Un documento unitario, composto da un "progetto territoriale" e da un “progetto di politiche”, corredato di tutti i dati tecnici (pubblicati ed accessibili) a disposizione di tutti gli amministratori e i soggetti competenti.

Lo studio di fattibilità individua possibili cambiamenti positivi diretti a livello della biodiversità lungo il corridoio del Lambro, a scala macro, creando zone fondamentali per il supporto delle specie e per la garanzia di una loro mobilità ecologica ed ecosistemica, individuando le azioni necessarie a ripristinare la funzionalità ecologica di un territorio ad oggi fortemente compromesso e a restituire un importante tassello al sistema ecologico complessivo.

lo studio consiste in una pubblicazione, un masterplan generale e alla scala di dettaglio (in alcuni casi fino alla scala 1:5000 e 2000, con sezioni fluviali e affondi anche di maggiore precisione), linee guida e indicazioni metodologiche, priorità per ogni singolo poligono di territorio nel corridoio ecologico considerato (in molti casi più ampio che quello previsto nella RER). Pur essendo uno documento informale rappresenta un quadro di insieme aggiornabile che mancava ed ora c’è ed è in continua evoluzione, che ha come cuore l’efficienza ecologica del sistema fluviale. Un quadro mancante e atteso: il Comune di Milano, ad esempio, nel corso del 2014 ha promosso l’acquisizione di un parere paesaggistico preventivo da parte del Parco Sud su uno dei progetti di dettaglio per guidare un insieme di interventi da realizzare nell’ambito di una convezione con privati e al contempo coordinarli con un’azione promossa da WWF finanziata da regione Lombardia. Questo esempio evidenzia il risultato di processo, l’avvio di un percorso aperto di verifica e attuazione che ha aperto canali di finanziamento e che si predispone ad essere inserito, per stile di lavoro e obiettivi, nel Progetto di sottobacino  del Fiume nell’ambito delle strategie del Contratto di Fiume Lambro. Lo studio di fattibilità costituirà uno strumento di esempio per la realizzazione e il potenziamento dei corridoi ecologici terrestri e fluviali per la pianificazione territoriale in ambito urbano compromesso.

Allargamento progressivo del panel di attori, consolidamento di aspettative, integrazione tra progetti e azioni, produzione di nuovi progetti finanziabili sono tutti risultati possibili, in parte già consolidati e sviluppabili. Ma, in conclusione, il risultato che appare più interessante è più generalmente culturale: il progetto, attualmente in corso come fasi di sperimentazione attuativa, ha fatto sì che siano molti i luoghi e le occasioni in cui la strategia per il Lambro Milanese inizia a porsi nelle agende di discussione pubblica, sia alla scala locale (delle associazioni dei comitati e dei consigli di quartiere), sia nei tavoli di discussione a scala vasta, come un tema guida possibile con l'obiettivo di restituire il fiume alla città.

Valutazione complessiva del progetto

Il progetto di ricostruzione della rete ecologica del Lambro milanese ha innescato l’avvio di un percorso e di un investimento necessari per dare il via a un processo di riqualificazione ambientale esteso di cui il corridoio fluviale rappresenta l’asse portante.

Lo studio si integra ai processi partecipati, quali gli AQST dei Contratti di Fiume, voluti e promossi da Regione Lombardia (il progetto RE Lambro fa parte del piano delle azioni del Contratto di Fiume Lambro) e ha avuto anche una funzione di proposta pilota di costruzione ed elaborazione partecipata, incentrata sul tema della connessione ecologica e della tutela della biodiversità e degli habitat.

Questo risultato è stato confermato sia nella conclusione delle attività progettuali, che nei momenti successivi di proseguimento delle attività e di divulgazione. Il metodo “RE Lambro” è stato inoltre adottato e valorizzato dall’approccio di alcuni progetti attivi e dalla condivisione dei risultati che sono stati integrati in altri progetti di fattibilità in fase di avvio o in corso di elaborazione che si stanno sviluppando a Nord e Sud.

In particolare, l’efficacia del processo partecipativo avviato è stata dimostrata e confermata anche attraverso i seguenti macro-risultati cardine:

-      Definizione coinvolgimento attivo e allargamento del quadro degli attori. Le iniziative di promozione e diffusione hanno visto una partecipazione via via crescente (anche se non sempre in modo consistente dal punto di vista numerico) che ha consolidato e infittito una rete che prima del progetto non era così evidente su questa tematica specifica, e nei fatti rendeva il territorio di progetto assente dalla percezione dei cittadini e dalle agende pubbliche;

 -      Coinvolgimento e sviluppo istituzionale. Il progetto è stato ripetutamente presentato e preso in considerazione da Regione Lombardia come riferimento per lo sviluppo del Contratto di Fiume Lambro in ambito urbano milanese, ed è stato inserito come azione specifica del piano delle azioni del Contratto di Fiume Lambro per due edizioni successive.

 -      Monitoraggio delle progettualità e rilievo delle problematiche di coordinamento istituzionale e proposte di possibili soluzioni. Il panel dei soggetti coinvolto dal progetto si è progressivamente allargato facendo emergere un quadro non rassicurante di progettualità sovrapposte e di mancate occasioni di convergenza di risorse economiche e progettuali. Ciò ha permesso, attraverso un continuo coinvolgimento e sollecitazione di soggetti pubblici e privati (Serravalle, AIPO, i comuni rivieraschi, singoli settori dell’amministrazione che spesso operano in relativa indipendenza ecc.) di innescare una possibile fase di coordinamento e consapevolezza delle potenzialità in atto e al contempo ha messo in evidenza la necessità di azioni e scelte responsabili da parte dei soggetti competenti per rendere concreto il cambiamento. 

-      Sviluppo di progetti pilota. Il comune di Milano ha promosso il progetto pilota per Ponte Lambro a schema di Masterplan per la ricomposizione di molte progettualità da realizzarsi grazie alle risorse derivanti dalla demolizione del cosiddetto "ecomostro". Il progetto è sviluppato dall’Amministrazione con l’approvazione formale del Parco Agricolo Sud Milano (in carico alla Provincia di Milano). È stato inoltre attivato il tavolo Forlanini che ha proposto una serie di azioni che in parte sono state considerate anche dal rapporto di fattibilità. 

-      Consolidamento della partecipazione e condivisione della proposta di fattibilità. Nella fase di conclusione dello studio, è stata riproposta una seconda serie di incontri a discussione aperta per condividere, a chiusura del processo, il disegno d’insieme con Regione Lombardia, ma in particolare con l’amministrazione di Milano che, a seguito degli stimoli del progetto di fattibilità, ha preso parte ai comitati di coordinamento del CdF Lambro a cui precedentemente non era riuscita a dedicare adeguata attenzione.

Alcuni tra i principali punti di forza:

-        Il progetto è uno dei primi esempi in cui viene affrontato in maniera sistematica e mirata il tema della rete ecologica in ambito urbano;

-        Si basa su una metodologia che parte da una visione del territorio integrata;

-        È volutamente incentrato su un approccio, proposto dalla United Nations Decade on Biodiversity, che affida un ruolo e un’importanza strategica alla costruzione di connessioni ecologiche in ambito urbano, per far fronte alla consapevolezza che la crescita urbana avrà impatti sempre più significativi su biodiversità, habitat naturali e servizi ecosistemici. Per tale ragione, le aree urbane dovranno offrire una migliore efficienza degli ecosistemi su cui si basano e che le città potranno conciliare società e biodiversità mediante la creazione di ambienti ecologicamente sostenibili, politicamente partecipativi e culturalmente vivaci;

-        Il progetto è stato di stimolo e ha dato l’input per far nascere altre progettualità e iniziative analoghe o coerenti, intorno al fiume Lambro;

-        Il progetto si radica sul territorio e viene visto dai cittadini come un progetto “del territorio” e della cittadinanza;

-        Il progetto cambia profondamente l’approccio al tema della pianificazione e programmazione degli interventi integrando l’ecologia alle altre componenti di pianificazione, superando le divisioni tematiche proprie dell’organizzazione istituzionale;

-        Si propone di avviare un cambiamento culturale nella percezione della tematica dell’ecologia e della connessione ecologica, anche in ambito urbano;

-        Promuove una visione secondo cui l’attuazione della rete ecologica non è un processo che richiede necessariamente ingenti investimenti o risorse; al contrario, valorizzando e orientando con efficacia le risorse esistenti, è possibile “fare molto con poco”, anche attraverso interventi e iniziative apparentemente di ridotta rilevanza e consistenza economica, ma che assumono grande importanza e valenza in un disegno complessivo e strategico;

-        Propone un metodo concreto d’integrazione e ricomposizione di situazioni e luoghi, in cui ogni azione è una tessera di un mosaico che contribuisce a un disegno complessivo;

-        La visione del progetto ha permesso di individuare un lessico comune e di far dialogare i diversi attori territoriali, sulle diverse tematiche legate alla costruzione del corridoio ecologico (rischio idraulico, tutela e valorizzazione degli spazi aperti, conciliazione degli aspetti naturalistici e urbanistici, ecc.)

 

Alcuni tra i principali punti di debolezza:

-        Richiede tempi lunghi per avviare e gestire il processo di coinvolgimento della popolazione e degli stakeholder;

-        È necessaria la presenza forte di una regia capace di avere una visione sovra-territoriale e non legata a specifiche tematiche;

-        Essendo il panel degli attori molto ampio ed eterogeneo, la creazione della “Comunità del Lambro” ha richiesto un processo lungo e con numerose criticità;

-        Per effettuare alcune delle scelte ecologiche necessarie per definire le potenzialità e le priorità dei diversi ambiti territoriali da un punto di vista ecologico ed eco-sistemico, è stato necessario apportare delle semplificazioni a causa della vastità e complessità del territorio considerato;

-        La definizione e la valutazione delle potenzialità delle diverse patch territoriali sono state rese più complesse a causa della mancanza o scarsità di dati faunistici strutturati e consistenti sull’intera asta.

100% EFFICACIA
degli
interventi

Contatti

Ente capofila

Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e Foreste Via Pola , 12 - 20121 MILANO (MI) LOMBARDIA

http://www.ersaf.lombardia.it

info@ersaf.lombardia.it

0267404213

Referente di progetto

Daniela Masotti

daniela.masotti@ersaf.lombardia.it

0267404213

Sito web progetto

Partner
  • Comune di Milano
  • Parco Media Valle Lambro rappresentato dal Comune di Sesto S. G. come capofila del PLIS
  • Legambiente Lombardia Onlus
  • Politecnico di Milano DASTU (ex DIAP)

Mappa degli interventi

Nessun intervento georeferenziato per questo progetto.

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